“E io che una volta credevo nel principe azzurro. Coi capelli di polenta e gli occhi a lago. Due. Bolsena e Bracciano. Che mi citofonava al portone posteggiando il cavallo bianco di lato al cassonetto. Son passati trentotto anni e ancora non l'ho trovato. O son cretina o comincio a dubitare che sia una specie protetta. Magari si è estinto da anni”.
Così scriveva la nostra Lucianona nazionale e, a volerla parafrasare, il genere femminile è stato un po’ plagiato dalle favole e ciò ha creato non pochi problemi in quello che io definirei "l'indotto": abiti da sposa principeschi, carrozze, cavalli, gentilezza, zerbinismo, matrimoni con budget a 5 zeri e finanziamenti per coprire tutti i 5 zeri.
Poi è arrivato Shrek, la salvezza del genere maschile, che esce dalla sua palude per insegnarci che il principe azzurro non è poi questo granché ma che, neanche, ti devi accontentare del primo orco che ti capita a tiro.
Speri nel principe, trovi il rospo e ti sposi Shrek :)
Principe azzurro. Chi è costui?
Il principe azzurro è quello che, quando non sai fare qualcosa, t’insegna a farla.
E’ colui che si sforza di parlare con te anche se proprio non ne ha voglia.
Il principe azzurro non fa questioni inutili, non cerca lo scontro.
Il principe azzurro ti tiene per mano per strada.
E’ colui che ti fa i regali senza che ci sia motivo.
Il principe azzurro finisce le frasi che inizi tu.
Il principe azzurro è quello che ti fa piangere dalle risate.
Il principe azzurro è il tuo respiro di sollievo.
Io, il mio principe azzurro, l’ho trovato.
E il 22 giugno 2013 me lo sposo.
venerdì 23 novembre 2012
giovedì 8 novembre 2012
My brand new day
La carta d'identità afferma, con non poca pedanteria, che compio 27 anni.
Personalmente, ne compio 25 da almeno 3 anni.
Quanti me ne sento addosso, è un altro discorso.
Quanti anni sono passati quest'anno? Io sono invecchiata molto più di quanto mi competerebbe.
Sono cresciuta? No, sono invecchiata. Vecchia senza i vantaggi della vecchiaia. Niente saggezza, solo acciacchi mentali.
Questa testa che non funziona più come dovrebbe e mi regala incubi nitidi e frequenti. Questo cuore che cede continuamente alla fragilità. Questa memoria che mi fotte sempre nei momenti meno congrui, facendomi ricordare cose lontane anni luce, che colpiscono come un pugno alla bocca dello stomaco. Questi occhi che fanno scendere lacrime copiose e bastarde quando meno sarebbe opportuno.
La realtà è che sono vecchia perché mi sono stati tolti troppi anni di vita con le persone che amo. Non lo accetto, non me lo spiego, ma non dispero. La mia vita non è un dramma, non lo sarà mai.
Questo è il mio brand new day, il mio giorno nuovo di zecca, e lo dedico quanti costantemente si stringono introno a me, a quanti mi abbracciano di un abbaccio immenso e duraturo. Lo dedico a colui che amo di un amore grande, sincero e profondo.
La realtà è che sono vecchia perché mi sono stati tolti troppi anni di vita con le persone che amo. Non lo accetto, non me lo spiego, ma non dispero. La mia vita non è un dramma, non lo sarà mai.
Questo è il mio brand new day, il mio giorno nuovo di zecca, e lo dedico quanti costantemente si stringono introno a me, a quanti mi abbracciano di un abbaccio immenso e duraturo. Lo dedico a colui che amo di un amore grande, sincero e profondo.
Io sono in piedi. Lo devo a voi.
E sono migliore di quanto mi piace ammettere. Minchiona e nerdissima, as usual.
Buon compleanno a me.
Il Signore benedica con ogni benedizione tutti e ciascuno di voi.mercoledì 7 novembre 2012
--> Forward
Io ho una radio sveglia. Tutte le mattine ha lei l'ingrato compito di strapparmi al sonno. Fondamentalmente la odio. Ma stamattina ha gracchiato per me "L'America conferma Obama", e mi ha strappato un sorriso.
Io voglio bene ad Obama.
Voglio bene ad Obama perché ama infinitamente sua moglie. La ama davvero, mica "pizza e fichi". Le fa dichiarazioni d'amore pubbliche davanti a milioni di spettatori e telespettatori e ascoltatori. La abbraccia con gli occhi chiusi, si abbandona al suo abbraccio. La fotografa e la posta su Twitter. Chiede a tutti suoi "Follower" di seguire il suo account Twitter. E' un cavaliere mediatico metropolitano.
Voglio bene ad Obama perché ha sposato una donna come Michelle. Una che non sparisce assolutamente dietro la figura del marito. L'America la stima e la ama ed è una che non ha avuto remore ad intraprendere battaglie che altri avevano ignorato o saltato a "piè pari". Ha avuto il coraggio di dire agli americani che sono dei ciccioni e che i loro sfizietti culinari pesano sulla sanità pubblica in misura quasi pari ad una legge finanziaria italiana (esagero volutamente).
Voglio bene ad Obama perché annuncia in diretta nazionale alle proprie figlie che stanno diventando donne bellissime e che "un cane è sufficiente, mi spiace ragazze".
Voglio bene ad Obama perché chiede l'aiuto e la collaborazione dei suoi avversari " per tagliare il deficit, fissare il sistema delle tasse, votare una comprensiva riforma delle tasse”. E voglio anche un po' bene a Romney, perché prega affinché Obama sia all'altezza del suo conto (ndr. gli americani sono proprio un'altra razza: Romney ha chiamato Obama e si è congratulato. Non ha affermato di aver preso più voti dell'ultima elezione, che l'astensione è comunque molto alta, che è necessario ricontare i voti. No, si è congratulato. Educato, zitto e pippa!).
Voglio bene ad Obama perché prima di rivolgersi alla folla del McCormick center di Chicago, ha mandato una mail a tutti i suoi sostenitori (anche a me!), per ringraziarli e dir loro che dedicherà il suo mandato a rendere omaggio al loro sostegno.
Voglio bene ad Obama perché è una persona positiva. Parafrasa Ligabue e annuncia "America, il meglio deve ancora venire". E dice ancora che "l’economia migliora. Il decennio di guerra è finito. Il futuro ci torna a sorridere". "Siamo assolutamente più grandi della somma delle nostre singole ambizioni".
Ma che figo è Obama?
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giovedì 27 settembre 2012
Tutto è vanità
"12 Io, Qoèlet, sono stato re d'Israele in Gerusalemme. 13 Mi
sono proposto di ricercare e investigare con saggezza tutto ciò che si
fa sotto il cielo. È questa una occupazione penosa che Dio ha imposto
agli uomini, perché in essa fatichino. 14 Ho visto tutte le cose che si fanno sotto il sole ed ecco tutto è vanità e un inseguire il vento."
Il Qoèlet ti gira le budella. Perchè va a pizzicare proprio il nervo più scoperto. Il tuo nervo più scoperto.
Senza fanatismi, senza conferire proprietà "magiche" alla Scrittura (concetto mutuato dalla prima lezione di Introduzione all'A.T. - Pentateuco), leggiamo un pò di più l'Ecclesiaste.
venerdì 21 settembre 2012
Il primo giorno di scuola
"Riprendere gli studi è una
di quelle idee malsane che ti vengono quando capisci di non aver risposto
degnamente alla tua vocazione"
La mia lettera di presentazione per l'ammissione all'Istituto Superiore di Scienze Religiose comincia così.
Il Direttore, leggendo questa frase, ha sogghignato beffardo... ed ha iniziato la sua meschina intervista, convinto di essere il più furbo di tutti. Ma questa, è un'altra storia.
La storia che oggi voglio raccontarvi parla di me, che ho perso un mucchio di tempo a correre dietro a scelte più o meno comode.
Lunedì sarà il mio primo (nuovo) giorno di scuola. Ed io ho sempre sofferto della sindrome che questo giorno porta con sè: l'ansia di arrivare tardi, di non sapere dove andare, di non sapere a chi e come rivolgermi, non sapere neanche dove sia il bagno... insomma, l'ansia del primo giorno di scuola. Chiaro no?
La cosa che più di tutte mi ha stupito è vedere come come tante persone siano felici che io abbia intrapreso questo
percorso. Lo dico sinceramente, non mi aspettavo tutto questo appoggio.
Davvero.
E come sempre, il Signore mi assisterà e si prenderà cura di me. Questa volta è anche più vicino del solito.
E se qualche pezzo del discorso vi fosse sfuggito, consiglio la lettura congiunta dei seguenti post:
("Tenc Iu", Don Mario Aversano, che in questi giorni scrive di me senza neanche saperlo. Forse)
http://il-cactus.blogspot.it/2012/09/labito-adatto.html
"Ostinarsi a voler indossare un "abito
vocazionale" che proprio non ti si addice, rischia solo di farti ridere
dietro alla grande festa della vita. "
http://www.iltesoro.org/2012/09/scolpire-lattrito.html
"Convertirsi è PARTECIPARE alla trasformazione"
http://www.iltesoro.org/2012/09/esaltante-entro-in-seminario.html
"E tu che
progetti hai per quest'anno?"
http://www.iltesoro.org/2012/09/dove-abitano-i-miei-sogni.html
"E' dunque nel decidersi che la persona si fa persona, che l'individuo diventa
soggetto, che il ragazzo, il giovane diventa adulto."
http://www.iltesoro.org/2012/09/cerchi-la-pace-non-ce-fretta.html
"Altro che pace! Cristo ha vissuto pienamente...non pacificamente"
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mercoledì 12 settembre 2012
L'abito adatto
Il mio è un corpo che gli esperti cattivelli definiscono a pera. Significa che, tendenzialmente, sono piccoletta nella parte alta e bella abbondante in quella bassa. Le donne mediterranee, tranne rarissime e fortunate eccezioni, sono più o meno tutte delle Williams (non Serena o Venus, delle pere Williams).
Uno lo accetta e cerca di giocare la mano migliore che può con le carte che possiede (tipo la carta "culone"). E ti fai aiutare dalla tecnologia cercando oggetti, abiti, scarpe e accessori che sfruttino i punti deboli a tuo favore. Io, per esempio, sono un'appassionata degli abiti stile "impero", quelli stretti sotto al seno, che ti aiutano mettendo in risalto il decolletè e nascondono i fianchi grossi.
Appassionata di arte, moda e stile praticamente da sempre, amante delle cose belle e costose, ho sviluppato negli anni un certo senso del bello. La mia preferenza viene distribuita su una gran varietà di cose.
Ma, ormai, ho capito che ci sono cose che per quanto belle, meravigliose ed irresistibili siano, io proprio non me le posso permettere. Ed il limite economico è solo uno dei vincoli. Il mio fisico fa il resto. Se provo a mettere un tubino, o indosso un peplum dress (per chi non sapesse neanche di cosa parlo, consiglio di visitare la mia bacheca Pinterest per delucidazioni), l'effetto che ne ricavo è lo stesso che sortisce una quantità di salamella eccessiva per il budello in cui deve entrare. D'altra parte, una ragazza bellina e secca secca, se mette un abito impero otterrà un mucchio di congratulazioni per il nascituro... anche se il nascituro non c'è.
Conosci un po il tuo corpo e, fondamentalmente, inizi a farti furbo.
Vivere e scegliere cosa fare della propria vita è la stessa cosa. Ostinarsi a voler indossare un "abito vocazionale" che proprio non ti si addice, rischia solo di farti ridere dietro alla grande festa della vita.
I questi giorni penso molto a questo argomento. Penso all'eventualità di aver indossato per anni un abito che mi fa il culo grosso (sempre vocazionalmente parlando) e di essermi privata di un abito che, invece, mi piace tantissimo e mi sarebbe stato benissimo ma che non ho comprato perché costoso in termini di sacrificio.
Tranquillizzo tutti i miei numerossisimi (!!!) ammiratori: non sto pensando alla vita monastica. Penso alla vocazione come quella direzione che il cuore vuole seguire, alla spinta che vuole assecondare.
Corro ai ripari e penso agli acquisti futuri.
venerdì 10 agosto 2012
Il giorno del tuo compleanno
Il giorno del tuo compleanno io non c'ero quasi mai.
Quando eravamo più piccole, spesso in questo giorno ero al mare coi nonni. Poi i campi scout. Le vacanze con gli amici. Le grigliate in giro. L'anno scorso ero in Calabria, in route.
Il giorno del tuo compleanno io non c'ero quasi mai.
Appena ho potuto permettermelo, ti ho sempre comprato il regalo. Quei regali su cui ci siamo sempre accordate. Ma te lo davo prima o te lo davo dopo perchè il giorno del tuo compleanno io non c'ero quasi mai.
Il giorno del tuo compleanno io non c'ero quasi mai. L'anno scorso, c'erano tutti. Papà cucinava per tutti. C'era la mamma, Syria, Morgana e Marcello. Tanti amici. Io no.
Il giorno del tuo compleanno io non c'ero quasi mai.
Ma tu non mi hai quasi mai detto nulla.
Il giorno del tuo compleanno io non c'ero quasi mai. Quest'anno ci sono. E ci sei anche tu.
Felice compleanno, Sara.
Ti amo con tutto il cuore.
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